| | Le
biomasse Introduzione Il termine
biomassa viene utilizzato per indicare la materia organica di origine biologica.
A livello energetico e con particolare riferimento alle fonti rinnovabili, al
termine biomassa si associa l'origine non fossile della sostanza, per
poterla distinguere dal petrolio e dal carbone. Appartengono a tale categoria
sostanze di origine vegetale e animale quali:
residui forestali specie vegetali espressamente
coltivate a scopo combustibile residui agricoli
reflui zootecnici residui industriali
legnosi residui industriali agroalimentari Ogni
anno un ettaro di bosco produce tra gli 8.000 e i 40.000 kWh di energia termica
potenzialmente utilizzabile, sufficienti per il riscaldamento di una singola unità
abitativa o, ad esempio, di una piccola scuola materna. In tutta Italia c'è
grande abbondanza di combustibili legnosi, ma loro distribuzione non è
ancora ben organizzata sul territorio. Gli attuali canali
di approvvigionamento possono variare a seconda della realtà produttiva
locale: dalle locali industrie del legno che producono residui secchi di lavorazione
(scaglie o segature), dai proprietari di boschi che,
in seguito ai necessari diradamenti, possono procedere alla cippatura
dei tronchi dopo un periodo di essiccazione, dai residui derivanti
dalla produzione agricola o dall'industria alimentare come i gusci
di nocciola che possono costituire una eccellente fonte energetica,
fino alle potature dai viali e dei parchi di aree urbane. La
recente diffusione del pellet ha allargato il mercato
della fornitura dei biocombustili legnosi. I pellets sono cilindretti che si ottengono
pressando i residui dalla lavorazione del legno; il prodotto ottenuto presenta
caratteristiche termochimiche e merceologiche superiori sia in termini qualitativi
che di omogeneità rispetto a quelle del cippato e della legna in quanto
a: maggiore contenuto energetico
minore contenuto di acqua pezzatura più uniforme
e costante densità energetica maggiore rispetto
ad altri combustibili legnosi Queste qualità
rendono il pellet di più facile gestione e trasportabilità e consentono
periodi di immagazzinamento più lunghi: per tali motivi il prodotto può
essere commercializzato economicamente su un raggio distributivo più ampio.
Altro aspetto da tenere presente nella scelta dei diversi combustibili
ecologici è il contenuto di umidità. Un basso tenore di umidità
riduce la formazione di condensati corrosivi e la fumosità e permette di
ottenere un più alto rendimento. Tra i migliori legnami ai fini
della combustione possono essere presi in considerazione le conifere o i legni
leggeri come il pioppo, anche se i migliori risultati, specialmente in termini
di durata della combustione, si ottengono con essenze forti come robinia, faggio
e quercia. |
| |
Potere calorifico di combustibili fossili e biomasse
|
| | |
| |

Pellet |

Pellet
di sansa |

Pellet
di barbabietole |
| | |
| | 
Gusci
di nocciola |

Cippato |

Nocciolino
di sansa |
| | |
| | 
Mais |

Cereali |

Segatura |
| |
Confronto tra biomasse e combustibili fossili
Confrontando i combustibili
ecologici con quelli tradizionali esce fuori che il costo dell'energia da biomassa
è in tutti i casi nettamente inferiore con un risparmio di esercizio che
consente di recuperare il capitale investito nella caldaia in tempi anche piuttosto
rapidi. |
| | |
| | La
comparazione che si vede nel grafico è stata effettuata sulla base del
costo della quantità di combustibile necessaria a produrre un'energia corrispondente
ad 1 litro di gasolio. Nella tabella si ha un'informazione più
dettagliata sui poteri calorifici e sui costi indicativi dei vari combustibili.
L'energia da biomassa, come si può vedere, è espressa in litro equivalente
gasolio e GPL, e come metro cubo equivalente di metano. Nella
seconda colonna è riportato il potere calorifico netto (quantità
netta di energia che si sviluppa dalla combustione di un 1 kg di combustibile
(1 kWh = 860 kcal) con il suo effettivo contenuto di acqua, cioè alle reali
condizioni di impiego della biomassa; tale potere calorifico nelle biomasse è
mediamente 4 volte inferiore rispetto ai combustibili tradizionali. Nelle
colonne successive a quella del costo unitario ( € /kg),
possiamo vedere la quantità di combustibile necessaria a sviluppare la
stessa energia dei rispettivi combustibili fossili e il relativo costo di tale
quantitativo. POTERI CALORIFICI
E COSTI INDICATIVI DI COMBUSTIBILI FOSSILI E BIOMASSE: |
| | 
|
| |
COSTO DI COMBUSTIBILI FOSSILI E BIOMASSE A CONFRONTO (per
litro equivalente di gasolio)
|
| | |
| | Alla
luce di questi dati possiamo fare un semplice esempio di comparazione dei costi
tra biomasse e combustibili fossili. Ad esempio risulta che per ottenere
la stessa energia contenuta in un litro di gasolio è necessario bruciare
2,79 kg di legna da ardere stagionata (almeno 2 anni), con un'umidità del
25%; al prezzo di mercato attuale della legna di 0,103 e kg, il costo di tale
energia (litro equivalente di gasolio) è pari a 0,29 e cioè inferiore
del 65% al costo del gasolio (pari a 0,83 e litro). Allo stesso modo diremo
che sono necessari 2,76 kg di legna stagionata per ottenere la stessa energia
di un m 3 di metano, al costo equivalente di 0,28 e contro i 0,52 e di un metro
cubo di metano. |
| |
Tempi di ritorno dell'investimento confrontati con altre soluzioni tradizionali
Fabbisogno
energetico stimato per il riscaldamento e per la produzione di
acqua sanitaria: 45.000 kWh/anno (pari a:4.700 m 3 /anno di metano;
4.500 litri/anno di gasolio; 6.250 litri/anno di GPL; 92 q/anno di pellet).
L'impianto: caldaia a pellet da 20
kW , centralina di regolazione, accumulatore inerziale da 500 litri,
boiler acqua sanitaria da 300 litri. Investimento
(stimato): € 4.000,00 + IVA 20% ( compresa installazione )
Costo da ammortizzare: € 4.800 ,00 Spesa
per il pellet: 92 Quintali al costo di 16 € /q = 1.472,00 € /anno
CONFRONTO
PELLET – METANO Metano risparmiato: 4.700
m 3 /anno al costo di 0,52 €/m 3 = 2.440,00 € /anno
Risparmio di esercizio: € 2.440,00 - € 1.472,00 = 968 €/anno …
39.6 % di risparmio Tempo di recupero
dell'investimento: 4.800/968 = 4,9 anni. CONFRONTO
PELLET – GASOLIO Gasolio risparmiato: 4.500 l/anno al
costo di 0,83 €/l = 3.730,00 €/anno
Risparmio di esercizio: € 3.730,00 - € 1.472,00 = 2.258 €/anno…
60 % di risparmio Tempo di recupero
dell'investimento:4.800/2.258 = 2,1 anni CONFRONTO
PELLET – GPL GPL risparmiato: 6.250 l/anno
al costo di 0,62 €/l = 3.870,00 €/anno
Risparmio di esercizio: € 3.870,00 - € 1.472,00 = 2.398 €/anno…
62 % di risparmio Tempo di recupero
dell'investimento:4.800/2.398 = 2 anni |
| | |
| |
Nel caso del cippato il prezzo varia da 3 €/
q a un massimo di circa 6 €/ q ed il risparmio
è maggiore (sino all'80%). Il pellet è più costoso: il costo
al quintale varia da 15 a 20 €. |
| |
Emissioni ed impatto ambientale della combustione di biomasse in caldaie
Le
caldaie sono progettate per ottenere una combustione ottimale delle biomasse e
con emissioni comparabili a quelle delle caldaie a combustibile fossile. E' necessario
comunque sottolineare che nella combustione delle biomasse vegetali si può
evitare di conteggiare l'emissione dell'anidride carbonica (CO 2 ), perché
è praticamente uguale a quella che è stata sottratta all'atmosfera
durante la crescita della pianta. |
| | |
| | |
| | Nella
tabella seguente vengono confrontate le emissioni prodotte da una moderna caldaia
a pellet di legno con quelle alimentate con gasolio o con gas naturale. Da questi
dati è possibile rilevare che le caldaie a biocombustibili hanno emissioni
di biossido di zolfo o anidride solforosa (SO 2 ) simili o inferiori ai sistemi
convenzionali, leggermente maggiori per quanto riguarda gli ossidi di azoto (NO
x ) ed il monossido di carbonio (CO), mentre sono più alte, ma comunque
accettabili, le emissioni di polveri e di composti organici volatili (COV). |
| | |
| | Emissioni
prodotte da caldaie a gasolio, a gas naturale ed a pellet o cippato (in mg/kWh)
|
| | |
| | |
| | Per
approfondire i temi trattati, citiamo alcune valide pubblicazioni :
- Combustibili legnosi:calore
sostenibile per gli edifici residenziali dito dall'ENEA, cura di L.Castellazzi,V.Gerardi,E.Scoditti,C.Rakos,J.Hass,2002
- Riscaldamento dei grandi edifici con combustibili
legnosi–Informazioni tecniche di base Edito dall'ENEA, a cura di L.Castellazzi,
V. Gerardi, E.Scoditti, C.Rakos, J.Hass,2002 Caldaie a biomasse per impianti
di riscaldamento domestico Realizzato da ITABIA, in collaborazione con
Adiconsum,2003 a cura di V.Bartolelli,G.Schenone,C.
- Documento
di Posizione di ITABIA (Italian Biomass Association):“Contributo delle biomasse
alla tutela del territorio ” a cura di ITABIA,2002 (da richiedere
presso ITABIA)
|